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Dice l'inquisitore:

"Se il presunto eretico, dopo gli atroci  tormenti  della tortura, confessa ciò dimostra della sua colpevolezza.

Se invece dopo quei tormenti non confessa e muore ciò dimostra della sua  innocenza" .

 

La psicoanalisi è, in ogni suo parola, verbo o concetto, ERESIA: Una ERESIA, rispetto al comune sentire.

Una ERESIA  che però cura, muta e guarisce.

Dov'è allora la cosiddetta VERITÀ?: Nella ERESIA che cura, allevia i  tormenti e guarisce o nella  "VERITÀ" comune  che per onorare sè stessa nega la cura?.

Essa è ERESIA in quanto parla del funzionamento della psiche e del cervello, funzionamento  che è molto al di là della possibilità di comprensione di quella comune capacità di percezione e di comprensione.

Ciò in quanto l'intuizione è un pensare spontaneo totalmente fuori dagli schemi della Logica e della razionalità i quali, IN TUTTA EVIDENZA, non sono gli unici schemi che descrivono la realtà dell'esistere e dell'esistente.

E che anzi svelano la FALSITÀ  della sua apparenza, di tale pseudo-realtà  (così come ce la descrive la Fisica Classica e la Medicina corrente) tanto da poter fare ritenere tali visioni "tradizionali" come  veri e propri parziali e talora totali DELIRI COGNITIVI.           

E chi non ha sviluppato nella propria coscienza la Funzione Intuizione (una delle quattro funzioni della coscienza), un vero e proprio handicap psichico,  percepisce e capisce una realtà alterata, irrealistica, illusionistica e profondamente DISTORTA.