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Ricordo anni fa di aver visto un documentario sulla savana africana nel quale veniva ripreso un grosso bufalo che era scivolato dentro una palude di catrame.

E per quanto il povero animale facesse enormi sforzi  per  tirarsene fuori, quel liquido denso e vischioso lo tirava sempre più giù fino ad inghiottirlo e soffocarlo.

La condizione psichica determinata dall'imprinting infantile nei confronti dell'essere umano è ben rappresentata da quella palude metaforica.

L'imprinting infantile COSTRINGE la coscienza infantile (e quindi quella dell'adulto) ad assumere come UNICA fonte di informazione le informazioni di realtà (le false informazioni del falso sè) isolandola perciò dal proprio Sè genetico.

I chiavistelli, i catenacci e le catene alle quali l'imprinting ha incardinato la sua coscienza infantile hanno determinato la condizione dissociativa dal suo  Sè: La SEPARATEZZA da sé stesso/a.

L'adattamento secondario, che si sviluppa nella adolescenza, tenta di superare quella condizione di patologia mentale nascondendola ulteriormente all'ego.

E perciò a partire dalla nascita e poi per tutta la vita ogni pensiero, ogni comportamento, ogni evento, ogni sintomo ed ogni patologia vissuta in quella vita DIRÀ simbolicamente (metadirà) di quella disgraziatissima storia psichica ed umana.

Di essa sarà OGNI GIORNO CRONACA rappresentativa.

                                                                                          (scritto il 26/6/25)

 

 

 

 

 


 

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