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"A volte, viene indicato il cosiddetto "mito di Crono" (o Saturno, per i latini) o la cosiddetta "sindrome di Crono", la patologia psichica di un padre che desidera, o addirittura esegue, l'omicidio di un proprio figlio, così come parimenti viene indicata come "sindrome di Medea" il desiderio o l'atto di una madre di uccidere i suoi figli.

 

Così come suo padre Urano, infatti, anche Crono voleva uccidere i suoi figli. Un oracolo gli aveva predetto che uno dei suoi neonati, una volta cresciuto, lo avrebbe prima o poi spodestato. Per impedire questo, essendo anch'essi degli immortali e non potendo semplicemente ucciderli, appena nati li ingoiava. È celebre il dipinto di Francisco Goya che raffigura questo cruento atto.

 

Un giorno però sua moglie Rea, incinta di Zeus, consigliatasi con i genitori, decide di partorire di nascosto a Litto (Creta) consegnando a Crono una pietra che quest'ultimo divorerà pensando che sia il proprio ultimo figlio. Sarà proprio Zeus, una volta cresciuto, a spodestare Crono, divenendo il re dell'Olimpo.

 

Per la mitologia, quindi, Crono non solo divenne il simbolo del divoratore di figli ma, proprio come il tempo cronologico, appunto l'inesorabile trascorrere del tempo come divoratore di tutti gli eventi.

 

Zeus  quindi crescerà in forza e intelligenza e infine sconfiggerà il padre Crono, facendogli rigurgitare gli altri figli che aveva divorato, e il primo oggetto vomitato da Crono è proprio quella pietra che egli aveva inghiottito scambiandola per Zeus. Quindi Zeus scioglie dalle catene i tre Ciclopi così costretti dallo stesso Crono, i quali lo ricambieranno consegnandogli la Folgore (i fulmini)".

(Da Wikipedia).