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Diceva Andreotti, che di queste cose se ne intendeva: "Che a pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca".

Ed i patiti dei complotti, quelli che a quella regola "aurea" molto si  attengono, quelli che "a pensar male " sono adusi, anche nel "caso Minetti" si sono  molto esercitati in merito.

Coloro che sui complotti oscuri si fissano, dopo averli "argutamente" ipotizzati,  si pongono SEMPRE, subito dopo,  la domanda d'obbligo: Cui prodest?.

Cui prodest screditare con un complesso ed elaborato  "trappolone" la più seria, credibile ed amata istituzione di questa Repubblica ed il suo autorevolissimo Presidente?.

Certo la scelta del personaggio che  avrebbe "innescato", consapevolmente o meno, il trappolone già fa insospettire.

Non uno qualsiasi ma una coda malefica  di un altro personaggio politico (?)  che con i suoi comportamenti (solo irresponsabili ??, solo frutto di dipendenze  psichiche coatte e patologiche ??) ha molto contribuito a screditare a livello nazionale ed internazionale le istituzioni democratiche più fondamentali di questo Paese (Il Governo, la Magistratura, il Parlamento, ecc.)

Ed a partire da questa "coda" malefica, forse perfino, povera lei, inconsapevole,  (a Napoli quando una cosa va storta si suol dire: "O riavulu  c'appizzò a cura" (il diavolo ci ficcò la coda)  ci si può molto esercitare in merito a quel "cui prodest".