.
Ovvero Neurology for dummies.
Immaginate una piccola sfera grande quanto un piccolo melone composto da decine di miliardi di microscopici interruttori.
Quando si nasce la coscienza infantile innata è come un nido con un mucchio di uccellini (i neuroni, gli interruttori) con il beccuccio spalancato in attesa del cibo.
Qualunque cosa succeda "là fuori" la coscienza percettiva con i suoi cinque sensi lo porta "dentro" in quei beccucci.
Se il "cibo" (l'informazione) è buono esso entra nel beccuccio aperto ed il beccuccio resta aperto.
Se il "cibo" è cattivo (false informazioni del falso sè parentale, rimproveri, gelo affettivo, scossoni, botte, urla, percosse, sofferenze*, ecc.) ciascun beccuccio che lo riceve si rinserra a difesa.
Così per tutta l'infanzia.
Inizia l'adolescenza ed un altro gruppo di beccucci si apre aspettando cibo, forse diverso, dalla nuova realtà dell'ambito: Gli amici, le amiche, modelli di riferimento alternativi a quelli parentali, la scuola, ecc. .
E si strutturerà nella coscienza un adattamento secondario che compenserà come potrà i danni inferti alla coscienza infantile dall'imprinting parentale: Si struttura così, a partire da tutto ciò, la coscienza adulta dissociata dal Sé che quell'adattamento secondario rende latente ed apparentemente asintomatica.
(*) Facile ora chiamare tutto ciò "traumi".