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I:

Se l'ipotesi che una piccola variazione nella percezione del senso del gusto induce sincronicamente un corrispondente mutamento quantico in uno o più elettroni della coscienza percettiva (con la conseguente emissione di una informazione quantistica che produce analogo mutamento in un circuito elettronico*) fosse fondata ciò significa che ogni mutamento percepito da qualsiasi organo di percezione produce lo stesso effetto ed induce gli stessi effetti quantistici.

Cioè saremmo in presenza di un meccanismo RIPETIBILE che svela del rapporto tra variazione nella  percezione sensoriale e i mutamenti quantici delle configurazioni di taluni elettroni delle molecole neuronali.

Il circuito elettronico di una valvola crepuscolare o i circuiti della corrispondente lampada a led non parrebbero essere "rilevatori" particolarmente sensibili o sofisticati.

E se questa cosa potesse essere ripetibile e verificata mi sembrerebbe una cosa di enorme potenzialità scientifica.

Inoltre c'è da chiedersi come interagirebbe questo particolare fenomeno quantistico con le onde cerebrali ?.

È possibile che il fenomeno si produca solo nel caso di coscienze di Sè integrate (vale a dire in presenza di cervelli in grado di produrre spontaneamente  onde ultralente)?.

In questo caso il fenomeno sarebbe ripetibile anche con le onde ultralente dei cervelli di buddisti adusi alla meditazione profonda.

 

II:

Se in un laboratorio si sovraeccitano energeticamente un gruppo di elettroni le mutazioni quantiche così generate produrrebbero delle informazioni quantistiche che indurrebbero a loro volta analoghe mutazioni quantiche nelle configurazioni quantiche di altri elettroni dell'ambito: Rilevabili con adeguati strumenti rilevatori.

 

III:

Nel caso della interpretazione intuitiva di un simbolo onirico il mutamento indotto da ciò negli elettroni delle molecole neuronali corrisponderà alla espulsione della falsa informazione del falso sé ed alla integrazione della informazione genetica del Sè (in pratica un cambio di stato del neurone da chiuso ad aperto o viceversa).

(*) Della lampada con sensore crepuscolare