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La capacità cognitiva (nella sua definizione corrente) è la capacità della coscienza neuronale di conoscere l'ambiente nel quale si vive.
Essa attiene quindi a TUTTI GLI ESSERI VIVENTI dotati di coscienza neuronale.
Se la capacità cognitiva è limitata dall'imprinting infantile la coscienza conoscerà e capirà nel limite delle informazioni (Tutte false) che quell'imprinting ha strutturato in essa: Cioè su un ambiente mentale ARTIFICIALE ED IRREALE che quelle informazioni false hanno strutturato.
Si deve perciò fondatamente presumere che capisca di più REALMENTE della realtà sensibile nella quale esso vive un gatto, un cane o un uccello (e forse un lombrico*, non dotato di coscienza neuronale ma di un cervello a scala di corda) piuttosto che un essere umano.
E ciò è deducibile indirettamente dalla capacità AUTONOMA di sopravvivenza che questi animali, come tutti gli animali in libertà, hanno.
E se non fosse che per la cecità cognitiva che la condizione dissociativa impone ad ogni individuo e per l'altrettanto cieco orgoglio della razionalità chiunque se ne potrebbe facilmente rendere conto.
(*) L'imprinting infantile "predatorio" nei confronti della coscienza infantile produce in essa un effetto autotomico nel senso di separare da sé (di castrare) ciò che è attaccato in quanto odiato dal "predatore" (dalla coscienza dissociata parentale).