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Quello che non si capisce negli scritti di Borges è il confine tra cultura e creatività: Tra il frutto di ciò che ha conosciuto nelle sue ben numerose letture (o ascolti, dato che era cieco)  e ciò che  è frutto di invenzione creativa, ciò che è  frutto della coscienza e ciò che è frutto rappresentativo dell'inconscio.

Ed in questa indifferenziazzione tra inconscio e coscienza sta lo stato inconscio dell'essere, sta la sua condizione di INCOSCIENZA.

Borges esprime cultura ed incoscienza creativa senza soluzione di continuità e mette il lettore in uno stato mentale simile al suo: Lo stato dell'indifferenziazzione nel quale l'individuo da sé dissociato non è in condizione di distinguere tra realtà ed allucinazione, tra delirio e ragione, tra scienza ed immaginazione.

Lo stato psichico in conseguenza del quale lo scienziato grida al complotto e diventa no vax e l'incolto, che condivide la sua stessa condizione psichica dissociata,  gli fa coro ed eco.

Lo stesso stato psichico malato che impedisce la comunicazione tra coscienza ed inconscio ed acceca perciò  la razionalità nei confronti dei meccanismi profondi della materia i quali di comunicazione vivono.