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"Il generale Oloferne, al servizio di Nabucodonosor, assedia la cittą giudea di Betulia e Giuditta, bella e coraggiosa, si reca nel campo nemico fingendo di tradire il suo popolo.

Dopo un banchetto, Oloferne cade in un sonno profondo a causa dell'ubriachezza; Giuditta ne approfitta per tagliargli la testa.

Giuditta torna a Betulia con la testa di Oloferne, e gli israeliti, galvanizzati, sconfiggono gli Assiri.

Questo dice il mito biblico.

 

Stamane allo sportello di ??? c'era  una bella ragazza e il badge appeso alla giubba dichiara il suo nome: Giuditta.

Le dico scherzando:"Hai fatto fare una gran brutta fine ad Oloferne!".

Lei sorride ed assentisce vigorosamente.

 

 Giuditta nel mito rappresenta la coscienza del Sč, bella e coraggiosa, la quale con coraggio e con l'inganno (figura al femminile del Cavallo di Troia) decapita il falso sč.

Contribuendo cosģ a liberare  il popolo ebraico, il suo popolo  (Le informazioni genetiche del Sč), prigioniere/o dall'assedio delle false informazioni del falso sé nella "cittą di Betulia".