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E no! I Colli qui sono distanti alcuni chilometri.
Nella "ora che volge al desio", quando il sole si volge al tramonto ed il traffico dei rientri dal lavoro rallenta fino a fermarsi e la quiete ed il silenzio scendono sulla campagna, sto seduto nel cortile ovest della mia piccola casa a sorseggiare un caffè o un dolce vino moscato.
E dietro le mie spalle, verso nord, un lungo fosso interpoderale spesso colpo di acqua fiancheggiato da grandi platani e rigogliosa vegetazione (L'inconscio?).
E davanti a me attraverso un varco di circa un metro (la coscienza percettiva?) tra un gold crest ed un rigoglioso mirto ed una spalliera di gelsomini (la quale attende fremente maggio per fiorire ed imbalsamare l'aria) la strada che corre ad esso perpendicolare e subito dopo grandi campi ed a circa un chilometro un piccolo borgo.
L'ego e la coscienza cognitiva sta tra l'inconscio e la coscienza percettiva la quale DICE (ED ORA NON PIU' METADICE) all'ego della sua realtà sensibile.