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Dice il mito:"Il padre degli dei fece incatenare Prometeo, nudo, nella zona più alta e più esposta alle intemperie, e ordinò che gli venisse conficcata una colonna nel corpo. Inviò poi Aithon, una mostruosa aquila del Caucaso, perché gli squarciasse il petto e gli dilaniasse il fegato (che gli ricresceva durante la notte), giurando di non staccare mai Prometeo dalla roccia".
(Da Wiki).
Il mito di Prometeo non va letto, come del resto TUTTI i miti, nella sua apparenza letteraria come fanno certi Fisici con la realtà dell'apparenza.
Va letto invece nel suo SIGNIFICATO.
Avendo "rubato il fuoco agli dei" cioè avendo acquisito e donato la Conoscenza del Sè agli esseri umani (i quali egli, Titano, molto amava) Zeus ordinò che gli "venisse conficcata una colonna nel corpo" cioè che "la prendesse nel culo" cosa che poi si è ripetuta puntualmente per ogni essere umano a causa dell'imprinting infantile.
E non contento di ciò dispose che "un'aquila ogni notte gli rodesse il fegato".
Ed anche qui la cosa va interpretata.
Quando si acquisisce la conoscenza di Sè ad un certo punto del lavoro si scoprono le " false informazioni del falso sè" e le continue interazioni ed interferenze negative e disturbanti che esse inducono ad ogni livello nei comportamenti e nell'individuo.
Cosa che ogni volta suscita violente rabbie spontanee (il rosicarsi il fegato) cioè certi giramenti di palle da non dire i quali per fortuna poi passano.
Nel mito di Prometeo resta però un mistero: Come diavolo facevano gli antichi greci a sapere che il fegato è in grado di auto rigenerarsi?.
Forse una qualche fortunata intuizione spontanea degli ignoti estensori del mito?.