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Il DNA di ogni essere vivente ha nei suoi geni la memoria, le informazioni genetiche della storia biologica vissuta da quell'essere vivente e della sua specie.
Sappiamo dai sogni e dai suoi simboli che quelle informazioni raccolgono la memoria di quella storia filogenetica della specie umana fin dagli albori della specie stessa.
E sappiamo perciò, e quei geni e le configurazioni quantiche dei loro atomi e molecole ce lo dicono, che la specie umana ha tra i suoi arcaici progenitori i pesci e successivamente i rettili.
Relativamente al successivo passaggio evolutivo nei mammiferi non c'è certo bisogno dei sogni per saperlo.
Detto questo è facile immaginare che nelle configurazioni quantiche degli elettroni, nel loro linguaggio, è incisa la storia della materia elementare e dell'Universo, forse del più vicino suo collasso (la grande frittata) e del Big Bang che lo ha preceduto e che precede la storia di QUESTO Universo.
Non sappiamo se questa memoria elettronica* conservi traccia (ma per molti motivi ciò parrebbe impossibile) dei presumibili PRECEDENTI collassi ed successivi Bing Bang degli Universi che hanno preceduto quello in cui oggi viviamo.
(*) E non è certo un caso che il più alto livello raggiunto dalla tecnologia ha incontrato nelle memorie elettroniche lo strumento fondante sia dei linguaggi digitali sia del loro impiego nella tecnologia informatica.
Come un cerchio che si chiude tra le più arcaiche delle memorie possibili (le memorie elettroniche delle configurazioni quantiche degli elettroni) e le memorie elettroniche dei moderni computers e di tutti gli aggeggi tecnologici che quelle memorie elettroniche utilizzano