Faccio un esempio: Se uno fa una telefonata si aspetta che dall'altra parte qualcuno risponda.

Cioè si crea una aspettativa che in qualche caso può diventare ansiogena.

Se si posta qualcosa in rete ci si aspetta una risposta: In quanto ad ogni azione DEVE corrispondere una reazione.

Se dalla rete non arriva una risposta (nemmeno un like, un impropero, un risposta di condivisione, ecc.) ciò crea una frustrazione ("non mi caga proprio nessuno!!").

Succede la stessa cosa con i sogni ed in genere con i contenuti istintuali dell'inconscio i quali "bussano" ciclicamente alla coscienza affinché essa accolga i suoi significati.

Ciò di norma NON accade in quanto la coscienza ignora, rifiuta, rimuove o castra quei contenuti.

E ciò crea un sentimento continuo di frustrazione, di ansia, di paura, di pericolo incombente, ecc..

Subito rimossi e negati.

Insomma si struttura nella coscienza di ogni utente dei social network, soprattutto nei giovani ma non solo, una dipendenza psichica rispetto ad essi.

Si provi a togliere ai giovani il cellulare e se ne osservino le reazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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