Un giorno girando per Venezia e perdendosi in essa (il modo migliore per godere delle infinite bellezze di questa città d'acque) Hugo Pratt si perse, e per un istante perdette sè stesso, in un groviglio di calle e callette.
E quando ormai disperava e credette di essere ormai senza uscita* sbucò nella "Corte sconta".
Una corte nascosta e segreta che gli ispirò una delle sue grandi narrazioni a fumetti "Corto Maltese" a quella corte sconta detta arcana, ispirata.
Questa individuale, personale, soggettiva, esclusiva "corte" ciascun essere umano ha dentro di sè, una piccola "corte sconta", luogo psichico arcano e segreto, nel quale TUTTI, ma proprio tutti, vorrebbero andare e dove TUTTI ma proprio tutti hanno il TERRORE di affacciarsi.
"Corte sconta" è "l'altro nome" del martoriato inconscio di ciascuno, lo spazio psichico a partire dal quale scoprire sé stessi:Il proprio Sé genetico.
Terrore di affacciarsi ad esso perché esso è il luogo psichico nel quale per tutta l'infanzia prima e per tutta la vita poi abbiamo segregato i tanti dolori, le tante sofferenze, le tante paure e terrori che l'imprinting infantile parentale ci ha impresso dentro e che la coscienza in quell'inconscio ha rinserrato per non essere da quella iniziale e lunga disgrazia umana, talora vera e propria tragedia, essere travolta.
E per tutta la vita di quella disgrazia iniziale, di quella tragedia che molti si accaniscono ancora a chiamare "infanzia", soffriamo le infinite sofferenze e guai ed eventi avversi senza un attimo di tregua.
Finché faticosamente di quel luogo psichico segreto non troviamo la chiave, un numero grande dei chiavi, una vera e proprio grande "chiavata", che ci consente un po' alla volta di portare a bordo, nella scialuppa di salvataggio il nostro martoriato Sè, le sue informazioni genetiche , che alla coscienza malata danno tregua, salute, equilibrio e ristoro.
E soprattutto PACE e pacificazione dagli infiniti conflitti che quell'imprinting ha instillato in essa e nell'inconscio.
(*) Anche lui "nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura che la diritta via era smarrita" come ne avrebbe scritto Dante se avesse percorso quell'intrigo ed intrico di calli fino a quella corte arcana.
(**) Tempo fa quando fecevo parte di un Circolo Letterario e scrivevo raccontini e poesiole (poca cosa davvero, poi trascritte in questo sito) dopo la lettura di ogni raccontino c'era sempre qualcuno che chiedeva stupefatto: Ma è vero?. Non riuscendo nemmeno a distinguere la fantasia e la creatività dalla realtà, dalla cronaca e dalla storia.
E memore di ciò preciso: QUESTO E' UN RACCONTINO DI FANTASIA.