Se si guarda indietro e ci si guarda intorno non si puņ non provare una intensa angoscia di quanta vita, di quante vite sono state perdute e disperse a causa della incoscienza, della ignoranza, del terrore di Sč che ha strozzato scienze, conoscenza, sentimenti, gioie e felicitą, bellezze, tenerezze e dolcezze.

Strozzate ed uccise da quella condizione dissociativa della coscienza, comune e diffusa, che la crescita psichica di cosi tanti esseri umani ha negato ed impedito.

Di quelle vite, di quella vita, di quei sentimenti, gioie, felicitą e terribili sofferenze solo l'arte ha saputo dare simbolica e talora immensa espressione.

Nella sua grande forza espressiva e nella immensa bellezza che essa in molti modi diversi riesce ed č riuscita ad esprimere.

Di quella immensa tragedia della specie umana invece  la storia e la cronaca ci ha dato e ci dą continua testimonianza delle quali peraltro  la collettiva cecitą e stupiditą non č capace di cogliere il senso.

Che  i miti, i sogni e l'arte stessa vanamente, per molti o per tutti,  continuano a RAPPRESENTARE: Per cercare di farci capire di quanta vita, ancora ed ancora, č possibile guadagnare

 

 


 

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