Per come siamo fatti, nel bene come nel male, TUTTO si presta alla significazione (eventi, trauma, comportamenti, ricordi, amori ed odi, patologie, film, sculture, poesia, miti, sogni, preghiere, guerra, pace, idee ed ideologie, titoli ed articoli di giornale, ecc., ecc..
Perfino il NULLA, e si potrebbe continuare all'infinito.
E ciò in quanto il SIGNIFICATO, L'INFORMAZIONE GENETICA del proprio Sè è nell'inconscio di ciascun essere umano e nel suo irrefrenabile bisogno, ANCH'ESSO GENETICO, di esprimerlo in qualsiasi modo possibile alla coscienza.
O nella realtà sensibile affinché attraverso di essa alla coscienza dell'individuo e dei suoi simili comunque possa giungere.
E tale bisogno e quelle informazioni sono talmente invasive e pervasive da attingere e mutare, nel proprio bisogno irrefrenabile di RAPPRESENTAZIONE, persino, incredibile a dirsi*, le configurazioni quantiche dei più reconditi elettroni delle molecole delle cellule dell'organismo vivente.
Solo la morte infine spegne quell'irrefrenabile bisogno e tutto ciò che nel vivente esso ha attinto.
Ma perfino in essa RAPPRESENTANDOSI.
(*) Ma forse un giorno, forse tra mille anni se la specie umana o qualche altro primate e la vita riuscirà a sopravvivere, un qualche geniale fisico, cosciente e consapevole di Sè, troverà il modo di sperimentalmente dimostrarlo.