L'inconscio non parla il linguaggio delle parole ma quello delle immagini, dei sintomi, degli atti mancati, dei comportamenti inconsci.
Il sogno è il "paradigma" del linguaggio simbolico: Lì un contenuto nascosto si traduce in immagini che chiedono di essere interpretate.
Jung ha portato oltre questa intuizione: I simboli non sono solo "maschere di contenuti rimossi" , ma autentiche trasformazioni dell'energia psichica.
"Un simbolo non sostituisce qualcosa che già c'è, lo crea.
Il mandala, l'albero, l'eroe: Non sono decorazioni culturali ma forme attraverso cui la psiche organizza se stessa".
In più l'interpretazione intuitiva dei simboli onirici struttura percorsi e collegamenti nell'inconscio stesso affinché le informazioni genetiche del Sè, i contenuti istintuali di esso, trovino la strada per la coscienza.
E quelle informazioni, quel sistema di informazioni, ivi giunte a loro volta strutturano, e talora ristrutturano, a loro immagine le aree neuronali prima destrutturate dalle false informazioni del falso sè.