Federico  Tavan, un poeta dialettale friulano, in una delle sue poesie della raccolta "Cràceles Cròceles" dice alla sua maestra, facendo un segno basso sul muro di fronte a lui: "Io posso arrivare fin qui".

Federico Tavan è stato perseguitato per tutta la  vita dalla sua  patologia mentale riuscendo purtuttavia a capire del suo limite intellettivo e cognitivo.

Limite che tanti individui c. d. "normali" non  riescono in loro stessi a cogliere accecati come sono dall'orgoglio della propria "meravigliosa e povera"  intelligenza razionale.

Trascrivo qui un verso di una delle sue sofferte poesie:

"Al podeva capitate anç a ti/ nasce t'un pegnaton/ tra zovàt e zùfignes/ de stries cencja prozes/ e al dolor grant de'na mare./ Me soi cjatat à passa/ de che bandes."

 "Poteva capitare anche a te/ di nascere in un pentolone/ tra rospi e intrugli/ di streghe senza processo/ e il dolore grande di una madre./ Io mi sono trovato a passare/ da quelle parti".

 

Esperienza che chiunque sia nato ha in  sè stesso vissuto

 

 

 

 


 

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