Esse, ciascuna di esse, sono le ETICHETTE tutte false e i possibili tratti caratteriali, che l'imprinting infantile appioppa, IMPONE, alla coscienza per DEFINIRE il "suo Sè" cioè il suo falso sé (e perciò per definire l'individuo stesso) .
Esse inducono in errori e comportamenti errati coatti involontari, spesso incomprensibili nella loro genesi, attentando così all'autostima dell'ego ("Sei un cretino e non capisci un cazzo").
E quando l'ego riconosce l'errore egli è così in grado di correggerlo.
C'è una logica in questa follia: Avendo la coscienza nella infanzia, a causa dell'imprinting infantile, assunto false informazioni del falso sè ed avendo appreso a "comportarsi" (ad indurre comportamenti) sulla base di esse la coscienza non può che continuare ad indurre idee e comportamenti "sbagliati".
E solo successivamente, grazie all'intervento cosciente e volontario dell'ego, a correggersi.
Perciò prima si è COSTRETTI (si tratta com'è evidente di una coazione a ripetere) a fare la cosa sbagliata per poter DOPO correggersi e fare la cosa giusta.
Ma se l'ego non ha acquisito la consapevolezza circa l'origine dei suoi errori da una parte si convincerà di essere un inguaribile ebete e dall'altra parte continuerà a fare cazzate per tutta la vita.
Pur avendo l'individuo, chiunque esso sia, il cervello di un GENIO come per tutti gli esseri umani.