.
Un laureato in medicina, intelligente e molto razionale, ha studiato da sei a dieci anni (e talora di più) ed interpreta il quadro sintomatico del suo paziente sulla base degli schemi mentali che la sua ampia conoscenza scientifica gli offre.
Secondo quegli schemi e BASTA.
Di norma per carenza di conoscenza nel campo della psicoanalisi tutto ciò che attiene a quel settore gli sfugge.
Inoltre la sua limitata capacità intuitiva (NON compensata dalla sua pur formidabile intelligenza razionale) gli IMPEDISCE DI CAPIRE al di fuori di quegli schemi scientifici, appresi in tanti anni di faticosi studi.
Eppure al di fuori di quegli schemi mentali c'è un mondo, c'è un altro mondo che dalla sua conoscenza ed esperienza è ESCLUSO.
E lui cura e guarisce o non guarisce sulla base di quegli schemi PARZIALI E LIMITANTI.
Ciò è come un individuo cieco di un occhio che vuole imporre la sua visione monoculare a coloro che invece "godono" della visione binoculare.
E che inoltre contesta e nega perfino che tale opportunità di visione ESISTA.
Il processo di crescita psichica (che la totalità o quasi dei medici non ha mai nemmeno iniziato) ha impedito lo sviluppo della funzione intuizione che consentirebbe loro di capire dei linguaggi simbolici che è la modalità con la quale la Natura, la materia elementare, l'inconscio, la funzione onirica, i comportamenti umani e talora anche degli altri animali si esprimono.
Un molto altro che è, DIVERSAMENTE dal mondo che la sola razionalità ci fa vedere, IL MONDO DELLA REALTÀ VERA.
E perciò i medici curano, guariscono o non guariscono sulla base di schemi mentali che consentono loro di vedere SOLO UNA PARTE DELLA REALTÀ.
Della realtà del mondo, della biologia, dell'individuo, del suo paziente, delle patologie, di sè stesso, ecc .
(scritto il 26/8/25)