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Ovvero memoria neuronale e memoria quantistica.
Sulla base di alcune osservazioni/eventi e del loro significato si può formulare una ipotesi (la quale come intuizione folle non scherza): È possibile che gli elettroni della materia elementare possano conservare memoria nella loro configurazione quantistica dei significati di taluni eventi reali.
E per dirla in modo più esplicito potrebbe essere possibile che essi "apprendano" significati o nuovi significati attraverso la coscienza che "guarda" il mondo, che guarda in sè e che intuisce.
Ed inoltre che possano, in determinate occasioni, riproporli inducendo determinati comportamenti che quel/i significati veicolano.
Per dirla completa è come se l'Universo e la materia elementare avessero "bisogno" della coscienza (umana o no) per sviluppare nuova conoscenza.
Come se ciò rispondesse allo stesso progetto evoluzionistico che ha portato la materia inerte dell'Universo a "produrre" la materia vivente prima ed a sviluppare nei milioni di anni in essa la coscienza animale e poi la coscienza umana nelle sue diverse articolazioni.
In pratica ciò che la coscienza INTUISCE in termini di significati riconfigura certe configurazioni degli elettroni delle cellule neuronali.
Ciò produce nuove elaborazioni quantistiche che producono nuovi insight nella coscienza.
E così via.
Peraltro nulla di diverso, ma ben più "profondo", di ciò che già accade nel rapporto tra funzione onirica, coscienza ed interpretazioni intuitive.
Tutto da verificare sperimentalmente ovviamente, appena possibile.
(scritto il 15/8/25)