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Potrebbe essere questo un motto sintetico che descrive la psicoanalisi.
La quale, grazie alla conoscenza di sè ed allo sviluppo della funzione intuizione, consente di VEDERE OLTRE i rigidi schemi imposti alla coscienza dall'imprinting infantile prima e dalla razionalità dopo.
Grazie alla psicoanalisi si riesce a VEDERE ATTRAVERSO le chiacchiere ed i discorsi consueti che tutti o quasi comprendono in quanto essa consente di vedere, attraverso di essi, i SIGNIFICATI che l'altro, con quelle chiacchiere, vorrebbe esprimere di sé senza riuscirci.
La psicoanalisi è una forma di acquisizione della conoscenza di sé che utilizza non l'intelligenza razionale (che tutti chi più chi meno sviluppiamo nel corso degli studi scolastici) ma bensì l'intelligenza intuitiva.
Una forma ALTRA di intelligenza, innata negli esseri umani, ma che deve essere sviluppata (così come per altro verso si sviluppa l'intelligenza razionale).
Essa si sviluppa non studiando sui libri ma grazie alla terapia analitica, per emulazione spontanea inconsapevole rispetto all'analista, dapprima e grazie all'autoanalisi poi: Con la continua interpretazione intuitiva dei propri ed altrui sogni e dei linguaggi simbolici.
Una forma di apprendimento per prove ed errori ne più ne meno di come accade in ogni ricerca scientifica.
Grazie a quella acquisizione di conoscenza e di continuo sviluppo delle quattro funzioni della coscienza si sviluppa anche la capacità di acquisizione e di comprensione intuitiva della comunicazione transferale* (grazie anche ai corrispondenti sogni transferali) e la capacità controtransferale di veicolare inconsapevolmente alla coscienza malata dell'altro i significati e le informazioni del SUO Sè ogni volta intuitivamente acquisiti.
Alla coscienza malata dell'altro, così un pò alla volta, MUTANDOLA.
(*) Una forma subliminale di comunicazione tra inconsci.
(scritto il 10/8/25)