Quale che siano i motivi APPARENTI di coloro che le scatenano sono SEMPRE coattivamente indotti dal loro bisogno inconscio, perverso e patologico, di inverare e rappresentare nella realtà sensibile i loro potenti conflitti intrapsichici distruttivi ed autodistruttivi ed il loro odio verso gli altri (proiezione irrefrenabile dell'odio verso sé stessi).
Ben pochi sono esenti da questo bisogno inconscio patologico e patogenico: Ungaretti, grande poeta, era favorevole alla guerra tanto da andare volontario alla Prima Guerra Mondiale.
Per poi scoprirne l'immenso orrore.
E se non si è in grado di scatenare una guerra saranno i conflitti familiari, parentali, con i vicini di casa, con le altre religioni, con i migranti, con gli avversari politici, con ogni possibile diversità, ecc., ecc. che potranno supportare quel bisogno inconscio, irrefrenabile e SEMPRE distruttivo.