Se in questo esperimento si introduce un  qualche apparato in grado di rilevare il percorso dell'elettrone [cioè verso quale delle due fenditure esso è diretto,  esperimento di tipo "which-way" (quale via)] l'elettrone si comporterà come particella e non come onda.

Come se l'elettrone "sapesse di essere osservato"!!.

Considerati i fenomeni interattivi e di interferenza prodotti dalle false informazioni del falso sè osservati in questo lavoro c'è da chiedersi: Quale potrebbe essere l'interazione e l'interferenza del PENSIERO del suo osservatore su quell'esperimento?.

O meglio come interferirebbero  i mutamenti quantici prodotti dal PENSIERO, dalla VOLONTÀ, dalla scelta tra sé  e sé dell'osservatore che conduce l'esperimento  sugli elettroni delle molecole neuronali nonché  sulle  informazioni quantistiche generati dai relativi  mutamenti quantici sulle configurazioni quantiche dell'elettrone che viene "lanciato" verso la doppia fenditura?.

Come può interagire quel PENSIERO (Ed i suoi effetti  mutageni su quei mutamenti quantici) sul risultato di quell'esperimento?.

("Come se l'elettrone " sapesse" di essere osservato !!" ).

In altre parole gli esperimenti condotti da un ricercatore dissociato da sé e da un ricercatore di sè cosciente e consapevole avrebbero gli stessi risultati?.

Ed ora si pensi all'I Ching (Il Libro dei Mutamenti) ed al lancio delle tre monetine (o di 50 steli di Achillea) i quali danno un responso che se correttamente interpretato riferiscono della condizione  del lanciatore in quell'istante*.

Come interagisce la situazione psichica del lanciatore su quel lancio CASUALE tanto da poterla "riflettere" nei risultati finali dei lanci?.

(*) Leggasi in merito quanto descritto in prposito da C. G. Jung.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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