Per un credente il piacere (anche sessuale), la gioia, la felicità, l'amore, l'affetto, ecc. dovrebbero poter essere considerati una "grazia della divina provvidenza" e tutto ciò che ostacola quei sentimenti, quelle emozioni e sensazioni essere considerati "opera diabolica" .
Potrebbe anche essere così (ogni credenza è legittima) ma noi sappiamo che per quanto li riguarda la libido, l'energia psichica, è il loro motore principale e ciò che li contrasta e li inibisce, spesso ferocemente, è la coscienza dissociata ed i complessi di castrazione.
Mi pare che solo la dottrina cattolica impedisca ai preti di sposarsi e vivere liberamente quei sentimenti e quelle emozioni.
Non è cosi in altre religioni e persino gli Āyatollāh ed i rabbini (il che è quanto dire) si sposano.
La credenza che reprimere gli istinti primari "ELEVI LO SPIRITO" è una pessima nonchè infondata credenza.
Oltretutto patogenica.