Il fatto che nel corso della evoluzione delle specie determinate soluzioni adattative funzionali e funzionanti vengano adottate in ambiti evolutivi e funzionali totalmente diversi farebbe pensare più che alla creatività  dell'Universo (rectius dei meccanismi quantistici della immensa materia elementare che lo costituisce) quanto piuttosto alla applicazione ai processi evolutivi di una sorta di principio edonistico (il quale mira a massimizzare il risultato riducendo al minimo  lo sforzo).

 Il che fa supporre che possa esistere nei meccanismi quantistici della materia una sorta di "memoria" alla quale fare riferimento per individuare ogni volta, sulla base di quel principio, la soluzione adattativa più funzionale e meno dispendiosa in termine di energia.

Memoria che non può essere "conservata" in altro se non che nelle configurazioni quantiche degli elettroni i quali rappresentano e conservano, appunto,  memoria delle informazioni.

Quando una specie totalizza il potere sulle altre specie e desertifica per la sua voracità il sostentamento nella sua area di influenza l'evoluzione non trova di meglio che, in un modo o nell'altro, di far estinguere  quella specie.

Come è successo milioni di anni fa con i grandi rettili che hanno preceduta l'era Terziaria (o Cenozoica): Lasciando spazio evolutivo alla diffusione delle specie dei mammiferi.

E dopo quei milioni di anni ci ritroviamo in una situazione molto simile a quella di quei grandi rettili.

Con in più una specie, profondamente malata,   che si è dotata di armi in grado di estinguere la vita, ogni forma di vita, sull'intero Pianeta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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