YAMA (Grossolana approssimazione, tanto per far capire).
L'INCONSCIO
Dalle dottrine induista (da Wikipedia):
"Presso la religione induista, Yama è il Deva della morte, «colui che irrimediabilmente trattiene con sé», padrone del regno infero; la sua figura si occupa del controllo totale e del trapasso delle anime da un mondo all'altro. Figlio di Surya (dio del Sole) e della dea Saranyu, viene chiamato anche Yamadeva (dioYama), Yamaraja (re Yama), Dharma (Giustizia, poiché ha il compito di giudicare le destinazioni delle anime) e Kāla (Tempo, poiché è quest'ultimo a decretare il momento della morte). Svolge la sua funzione di giudice assieme a Chitragupta; padrone della direzione Sud, è accompagnato da una moltitudine di spiriti inquieti e costantemente insoddisfatti (le false informazioni del falso sè, n.d.a). È anche considerato il signore dei Pitri, gli spiriti degli antenati (la perpetua, ma SUPERABILE, trasmissione della patologia mentale da una generazione all'altra, n.d.a.)
KARMA (Grossolana approssimazione, tanto per far capire)
IL PROCESSO DI CRESCITA PSICHICA*.
Da Wiki: "Karma (adattamento del termine sanscrito trascritto nel vedico kárman,più comunemente karman in italiano anche carma, è un termine in uso nei Veda, dove è inteso come «atto», «evento rituale», e traducibile nelle lingue occidentali come «azione». Il karma indica, presso le religioni e le filosofie indiane o originarie dell'India, il generico agire per raggiungere un fine, secondo il principio di «causa-effetto», quella legge secondo la quale questo agire coinvolge gli esseri senzienti vincolandoli alle conseguenze morali che ne derivano, e quindi al saṃsāra, il ciclo delle rinascite.
Quello del karma è uno dei concetti nucleari delle dottrine induiste, strettamente connesso all'altro del mokṣa, inteso quest'ultimo sia dal punto di vista soteriologico, e cioè salvezza dal saṃsāra, sia dal punto di vista spirituale, come conseguimento di una condizione superiore, diversamente intesa a seconda della dottrina".
SAMSARA (Grossolana approssimazione, tanto per far capire)
LO STATO DI INCOSCIENZA DEGLI INDIVIDUI DA SÈ DISSOCIATI.
Da Wiki:"Il termine sanscrito saṃsāra ("scorrere insieme") indica, nelle religioni dell'India quali il Bramanesimo, il Buddhismo, il Giainismo e l'Induismo, la dottrina inerente al ciclo di vita, morte e rinascita. È talora raffigurato come una ruota.
(Ruota del samsara, dettaglio da un dipinto tibetano della ruota della vita nel Tempio dei Mille Budda, a La Boulaye: al centro sono affigurati un maiale, un serpente e un gallo, che rappresentano i tre veleni, l'ignoranza, la rabbia e il desiderio, avvinghiati tra di loro in una spirale).
In senso lato e in un significato più tardo, viene ad indicare anche "l'oceano dell'esistenza", la vita terrena, il mondo materiale, che è permeato di dolore e di sofferenza, ed è, soprattutto, insustanziale: infatti, il mondo quale lo si vede, e nel quale si vive, altro non è che miraggio, illusione māyā. Immerso in questa illusione, l'uomo è afflitto da una sorta di ignoranza metafisica (avidyā) (La stupidità indotta dalla condizione dissociativa della coscienza, n.d.a.), ossia da una visione inadeguata della vita terrena e di quella ultraterrena: tale ignoranza conduce l'uomo ad agire, trattenendolo così nel saṃsāra".
(*) Da Wiki: "Così in un inno tardo del Ṛgveda X,14,8":
(Rivolto al Sè genetico, n.d.a.):
«Incontra i padri incontra Yama (la coscienza nel suo livello più alto, n.d.a.) nel più alto cielo, grazie ai tuoi sacrifici e alle tue azioni meritorie (grazie al processo di crescita, n.d.a.). Avendo lasciato ogni imperfezione (le false informazioni del falso sè, n.d.a.) , torna ancora alla tua dimora (Il DNA, n.d.a.), assumi un corpo pieno di vigore»