Come vada vada, come gira gira è sempre la coscienza neuronale e le sue informazioni, false del falso sé o vere genetiche del Sè, a dirigere il ballo.

Che si tratti degli eventi favorevoli o avversi della vita, dei sentimenti e della sessualità, del lavoro e degli affari, della salute o della malattia è sempre la coscienza a dirigerlo.

E l'ego, in presenza della coscienza dissociata, è come Cenerentola con le ginocchia per terra a pulire il pavimento o come quello che non tocca mai, ma proprio mai, palla.

Sperando che un giorno arrivi il Principe Azzurro, cioè il Sè, il Libertador, il Simon Bolivar interiore che metta ko la "strega cattiva": La coscienza malata che tiene schiacciato faccia a terra* il Sè.

Ma perché ciò possa avvenire l'ego deve muovere il culo e darsi da fare: Dapprima andare in terapia analitica da uno bravo e poi darsi da fare con sé stesso, con i propri sogni, con i propri sentimenti e prendendo in mano la responsabilità della propria vita.

(*) Non posso omettere quì una metafora talora usata da Steinbeck in qualche romanzo:"Stretto ferocemente per le palle" oppure "Con le palle prese sotto l'ago della macchina da cucire"

Ricordate i tori ed i cavalli nei disumani rodei americani nel corso dei quali si stringono i testicoli dei poveri animali per costringerli, a causa del dolore tremendo inflitto, a fare grandi balzi per tentare INUTILMENTE di liberarli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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