Il motto israelita rappresenta dapprima la terribile condizione di schiavitų (di deprivazione patologica e patogenica di funzioni psichiche e fisiche) alla quale č soggetto ed assoggettato, INCONSAPEVOLMENTE, l'individuo stesso a causa della sua coscienza dissociata, paralizzata da un pių o meno potente complesso di castrazione.
Quel motto poi rappresenta la lunga "traversata" delle informazioni genetiche del Sč dell'inconscio (il deserto ed il mar Rosso grazie a Mosč/Sč) ed infine l'approdo di quelle informazioni nella coscienza del Sč (Israele).
Gli individui di religione israelita (la quale č invisibile ad occhio nudo) sono perseguitati da una doppia disgrazia: Individuale e sociale.
La prima č causata dall'essere afflitti, come quasi tutti gli esseri umani da una coscienza dissociata da sč e da un potente complesso di castrazione sessuofobico che li porta a "castrare" (oltre che psichicamente il proprio principio maschile ) la propria sessualitā, anche fisicamente: Il proprio pene (la circoncisione visibile questa invece ad occhio nudo).
La seconda disgrazia dipende dal fatto che gli individui malati di mente "vedono" negli ebrei (etnia molto arcaica) una rappresentazione simbolica delle informazioni genetiche del Sč rispetto alle quali l'odio dei loro complessi di castrazione raggiunge vette operative inimmaginabili (vedasi la shoah operata dai nazisti).
Il potente conflitto intrapsichico che affligge gli israeliani (e non da oggi) ha raggiunto la fase del passaggio all'azione nel conflitto contro i Palestinesi (ai quali alla fine della Seconda Guerra mondiale gli ebrei hanno sottratto parte della Palestina).
In tale conflitto, ad emulazione reciproca, i rispettivi (dei vertici israeliani e dei vertici palestinesi) complessi di castrazione hanno espresso il peggio del nazismo* e dell'odio inconsapevole che li pemeava e che li permea.
E l'elezione di Trump e l'inazione colpevole delle nazioni c.d. civili hanno consentito il quasi totale genocidio dei palestinesi (a dimostrazione che la memoria genetica delle esperienze vissute dal proprio popolo ha trovato tragica espressione e rappresentazione in questo secondo ed ulteriore genocidio).
(*) L'odio feroce dei complessi di castrazione dei nazisti contro gli ebrei, i comunisti, gli zingari, ecc. era (ed č nei "nazisti" di oggi) odio profondo contro la specie umana.
Bisogna ricordarsi di ciō quando i "nazisti" di oggi con la mano destra coccolano il loro complesso di castrazione e con la sinistra accarezzano la bomba atomica.