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Non so se si tratta di un evento reale o di una leggenda accaduto o nata spontaneamente tra le montagne del Veronese, narrazione a me riferita da un soggetto molto tempo fa.

Ho riferito questa storia in questo lavoro molto tempo fa ed ora la ripropongo in quanto si tratta della narrazione SIMBOLICA E RAPPRESENTATIVA tra le pił raccapriccianti di un complesso di castrazione di tipo materno (Non che le rappresentazioni dei complessi di castrazione di tipo paterno siano meno raccapriccianti).

Narra la cronaca o leggenda che sia della famiglia di un boscaiolo che viveva nelle montagne del Veronese.

I genitori avevano avuto dapprima due figli morti in tenera etą in pochi anni l'uno dall'altro.

Avuto un terzo figlio un giorno il padre rientra in casa, diversamente dal solito, molto presto da lavoro e sente il bambino di qualche anno implorare la madre piangendo:"Solo uno mamma oggi, solo uno, ti prego".

Entrato in casa scopre che la madre del bambino sta introducendo una scoloprenda (un insetto comunemente chiamata  "Forbice") nella narice del figlio.

Inorridito uccide la moglie e porta il bambino in ospedale.

Dissotterati i primi due bambini prematuramente morti e fatta l'autopsia si scoprono nel loro cervello i resti di diverse scoloprende.