Dice giustamente un politico italiano, il quale ha recentemente ricevuto una diagnosi di una severa patologia neurologica, che a causa di tale patologia non bisogna isolarsi, non bisogna rinchiudersi in sè stessi, bisogna parlare della propria patologia senza vergognarsene, avere rapporti con chiunque.
Lo stesso si potrebbe dire per qualunque patologia e soprattutto della propria patologia mentale.
Lo stesso si potrebbe dire della propria autoanalisi: Non bisogna isolarsi, non bisogna rinchiudersi in sè stessi, bisogna parlare della propria patologia mentale* senza vergognarsene, scrivere dei progressi della propria autoanalisi nonché dei propri ed altrui sogni, di ogni interpretazioni intuitive di quella autoanalisi (di tutte, soprattutto di quelle che ci sembrano più folli o deliranti) ed avere rapporti con chiunque.
(*) A questo punto è evidente che parlare di analisi didattiche di aspiranti psicoanalisti non ha più senso.
Un aspirante psicoanalista, prima di esercitare, dovrà sottoporsi ad una ANALISI TERAPEUTICA, superare i propri complessi di castrazione e guarire la propria coscienza dissociata.
Se dopo la analisi TERAPEUTICA avrà voglia di esercitare la lucrosa professione dello psicoanalista potrà farlo evitando così di indurre inconsapevolmente la propria patologia mentale ai propri pazienti che già di disgrazie ne hanno avuto abbastanza di loro.
Per inciso chi studia psicologia o ha il desiderio di fare lo psicoanalista è perciò stesso inconsapevolmente indotto a ciò a causa della propria patologia mentale latente.