Potrò sbagliarmi, mi succede spesso, e considero l'errore una delle componenti strutturali del vivere.
OGNI VOLTA non possiamo che SBAGLIARE per poter capire DOPO qual'è la cosa giusta da fare.
E se non siamo capaci di sbagliare o crediamo di non poter sbagliare mai capiremo di avere sbagliato.
Esaurito il pistolotto di rito passiamo alle resistenze al mutamento:
È altamente possibile che la loro forza motrice sia la nostra paura inconscia ad ogni mutamento.
Paura che rende sempre attive quelle resistenze che diventano insuperabili se non abbiamo "il fegato" di accettarla, vincerla e superarla.
È per questo che nel mito di Prometeo l'aquila ogni giorno mangia il fegato di questo antico eroe che ha avuto il coraggio di "rubare il fuoco agli dei:"
Gli rosicchia il fegato per togliergli il coraggio che è l'antidoto della paura e tentare di impedirgli perciò di continuare a "rubare quel fuoco agli dei" .
"Furto", ed ormai dovrebbero averlo capito anche i bambini dell'asilo (cioè ogni adulto da sè dissociato), il quale rappresenta la conquista della conoscenza di sè e la consapevolezza della propria reale natura.
Ed è da sottolineare che il c.d. "fuoco degli dei" è in realtà la conoscenza e la presa di coscienza delle PROPRIE INFORMAZIONI GENETICHE DEL Sè cioè roba che più personale ed individuale non potrebbe essere.
Quel coraggio di cui si diceva ogni scalatore di montagne ricerca in sè per raggiungere la vetta a rischio della vita.
Quel coraggio che ogni uomo o donna ricerca in sè per affrontare le difficoltà della vita di ogni giorno, difficoltà imposte loro dal proliferare (il termine giusto è " brulicare") degli idioti nelle nostre società (la madre di cretini è sempre incinta) nonché dalle false informazioni del falso sé che l'imprinting infantile ha profuso a piene mani nelle loro coscienze.
Quel coraggio a ciascuno sottratto da quelle false informazioni del falso sè e che le patologie del fegato* vogliono perciò rappresentare simbolicamente alle coscienze tremebonde.
(*) E tanto per essere chiari coraggio che non si acquisisce in sè stessi abbuffandosi di fegato alla veneziana.