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Si dovrebbe considerare come possibile l'ipotesi che ogni configurazione quantica di ciascun  elettrone della materia elementare rappresenti una o più informazioni.

Ogni configurazione quantica degli elettroni delle molecole del DNA rappresenterebbe un informazione che ha la sua corrispondenza in ciascun gene di quel DNA.

Mentre una parte di tali informazioni genetiche contribuisce alla "costruzione" del corpo utilizzando i meccanismi transferali noti in biologia un'altra parte di tali informazioni è destinata alla crescita psichica della coscienza e raggiunge la coscienza neuronale grazie alla funzione onirica e, almeno per quanto riguarda la specie umana, alla loro interpretazione intuitiva.

Grazie a tutto ciò le informazioni genetiche definiscono "l'immagine" del Sè di ciascun individuo nella sua coscienza (cioè rendono possibile a quella coscienza di CONOSCERE di  quale essere vivente essa è struttura psichica).

In conseguenza di ciò il cervello e la coscienza possono impiegare la loro potente capacità di elaborazione delle informazioni a favore della salute, del benessere, della sicurezza e della vita dell'individuo stesso.

Anziché, com'è nel caso delle coscienze dissociate dal Sè, considerare tale Sè e l'individuo stesso "un corpo estraneo" da continuamente attaccare fino al suo anniettamento.

Nè più nè meno come accade nelle  malattie autoimmuni o nei casi di rigetto post trapianto