Il cervello di quell'essere senza nome lo aveva fatto sopravvivere lui, lei, la sua specie da molti anni ormai.
E con l'esperienza quel cervello aveva acquisito molte informazioni.
E continuamente le elaborava per poter rispondere ai bisogni di sopravvivenza di quell'essere.
Ma una notte nel sonno giunse un nuovo sogno che lui come tutti gli altri sogni non ricordō.
Ma al risveglio qualcosa di strano attraversō la sua coscienza, che egli nemmeno sapeva di avere.
E vide la luce all'uscita della grotta, la sua donna che ancora dormiva, i suoi amici e parenti che dormivano qui e lā.
E capi cos'erano loro e cos'era lui.
Usci dalla grotta e penso all'acqua e poi al cibo, e poi ancora ed ancora.
Un pō alla volta anche i suoi simili fecero la stessa scoperta e ciascuno disse agli altri cosa gli era passato per la mente.
Dopo molto tempo da quella scoperta a quell'essere un altro sogno ed un mattino giunse improvvisa alla coscienza qualcosa di diverso dei soliti pensieri:Una illuminazione improvvisa, una intuizione.
E di colpo capė e disse a sč stesso: Io sono!.
E dopo avere scoperto con il pensiero l'ambiente nel quale viveva cominciō da quel momento a capire anche di sč stesso.