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Torna alla pagina indici Agosto

 

 

 

C'era una volta, e c'č ancora e purtroppo ci sarą anche domani, una immensa prigione a cielo aperto nella quale moltissimi piccoli crudeli carcerieri tengono imprigionati LORO STESSI.

Piccoli e crudeli, talvolta ferocissimi carcerieri, i quali senza saperlo e senza volerlo (Oh, se sapessero e sapessero come fare a liberarsi!!) tengono prigioniero il loro Sč, i loro istinti, la loro sessualitą, la loro capacitą di amare, la loro generositą ed il loro altruismo: La loro UMANITĄ.

E oltre a tenerli imprigionati continuamente li torturano, li feriscono, li umiliano fino ad ammalarsi ed a farsi del male.

Talora molto, molto male.

Ciascun carceriere č prigione di sč stesso e di quella prigione ha con sč la chiave per aprirla.

Non sa perņ come usarla e come fare per aprire quei portoni di ferro e fuggire da essa a gambe levate.

Per taluni di costoro quella liberazione č impossibile tanto definitivo č stato l'imprigionamento operato su di loro dagli incolpevoli genitori e dalle loro terribili e feroci coscienze malate.

Per moltissimi altri la liberazione č possibile con l'aiuto di chi quella chiave, non magica ma psichica, sa poco o tanto usare.

Una chiave che ogni volta sa aprire il prezioso scrigno dei sogni di ciascuno e svelarne i nemmeno tanto segreti significati.

E non serve nemmeno svelarli a colui o a colei che da quella galera vuole scappare.

Se l'altro riesce a capire grazie a quella chiave psichica (la sua intuizione) quei significati, la Natura, provvida quanto non mai, sa come di essi informare quella coscienza ostile e nemica, quel feroce carceriere.

Senza che esso il crudele e stupidissimo macchinismo nel suo cervello, macchinismo che tutto reprime ed opprime, nemmeno se ne accorga.