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Quando un fotone (visibile, ~500 nm) colpisce il retinale, la sua energia (≈2.5 eV) viene assorbita da un singolo elettrone π.

E ciò scatena un complesso processo biochimico quantistico il quale produce un segnale elettrico che il nervo ottico trasferisce all'encefalo: Dove viene elaborato e produce la visione.

A causa del continuo battere delle palpebre in realtà una sequenza di "pacchetti" di segnali elettrici nascono e si interrompono continuamente in quel nervo fornendo un continuo refresh della immagine.

E siamo alla trasmissione "meccanica" del segnale elettrico.

È però ipotizzabile che i mutamenti quantici che i fotoni inducono negli elettroni del retinolo inducano delle informazioni quantistiche (o se si preferisce degli effetti sincronici) i quali mutano le configurazioni quantiche degli elettroni di coppia dell'encefalo (di quella parte della coscienza percettiva a ciò interessata) per cui la visione sarebbe in realtà composta da due diverse forme di visione che si sovrappongono :Una "ottica" ed una "elettronica", una visibile ed una invisibile.

Che succede se quegli elettroni delle molecole neuronali sono infestate da false informazioni del falso sè (e non dalle informazioni genetiche del Sè), false informazioni che impediscono agli stessi elettroni di recepire la parte di visione "elettronica" di quei segnali?.

È possibile che il soggetto risulti cieco fin dalla infanzia pur essendo i suoi occhi perfettamente sani ad ogni controllo oculistico.