.           

Un giorno cercando un attrezzo in cantina Nane scoprì dietro dei vecchi sacchi di juta un grosso buco nel pavimento vicino al grosso muro di pietra che delimitava la  cantina.

Si procurò una pila e lo illuminò.

Scopri allora che era più profondo di quanto pensasse e si procurò allora una pila più grossa.

Disteso a terra il viso sopra il foro, la lampada che ne illuminava il fondo, quasi si ritrasse stupito vedendo l'immensità del varco che si apriva alla fine del buco.

E guardando meglio vide che di quel varco immenso che si estendeva in ogni direzione non si intravedeva limite.

Si ritrasse spaventato da quella immensità ma, curioso com'era, riaccostò il viso al buco.

E quando gli occhi si erano abituati alla oscurità vide un mondo altro.

Da una infinità di ronzii si capiva che piccolissimi invisibili cosetti ruotavano attorno ad altri cosini un pò più grandi, ognuno di dimensione diversa dall'altro.

E quel ronzio di infiniti cosetti ruotanti a velocità pazzesca era qui e là illuminato da bagliori e pareva che là dove il bagliore appariva mutasse qualcosa.

E che da là schizzasse via qualcosa che rimbalzava istantaneamente da un cosino all'altro verso l'infinito.

E ad osservare questo velocissimo, a dir poco, schizzare continuo quà e là pareva che le innumerevoli rotazioni orbitali dei cosetti fossero perfino lenti.

Nane alzò il viso dal buco e si guardò intorno nella sua consueta realtà e vide le solite cose che già ben conosceva: Criminali paludati dalla autorità che ammazzavano uomini e donne e bambini inermi ed affamati, altri buffoni paludati da autorità più potente che straparlavano promettendo mari e monti ben sapendo che erano impotenti in quanto ricattabili per le tante schifezze che avevano fatto nella loro vita, altri ancora che accumulavano immensi patrimoni truffando, corrompendo, sfruttando i più deboli, ricattando a loro volta, alleandosi con le peggiori feccie della Umanità pur mostrando al mondo angelici sorrisi.

E un dubbio attraversò la sua mente.

Gli parve che il mondo di fuori in qualche modo determinasse il mondo visto dentro in quel buco e che questo a sua volta in qualche modo determinasse quello schifo là fuori.

                                                                                                           (scritto il 21/7/25)

 

 

 

 

 


 

Torna alla home pageTorna alla pagina indici Luglio