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Il bilanciere fa tic tac ed una piccolissima rotellina ad esso collegato ruota di un dente.
E fa ruotare un'altra rotellina ed un'altra ancora e così via.
Da una rotellina all'altra, sempre ogni volta più grande, finché la lancetta dei minuti del Big Ben lunga più di quattro metri fa uno scatto*.
Gli orologiai non lo sanno ma i loro orologi imitano in un certo modo il più grande "orologio" esistente:L'Universo.
Qui le rotelline sono gli elettroni, davvero tanti in “quell'orologio", ed ogni volta che in uno di essi avviene un tic, muta uno dei tanti numeri quantici che definisce la sua condizione, tutti i suoi elettroni di coppia fanno tac e mutano anch'essi assumendo lo stesso stato quantico del primo elettrone.
E muta l'elettrone nel capello di un bambino a Roma, nella barba di un vecchio a Gerusalemme, in un capello biondo di una ragazza a Santiago del Cile, in una cellula della corteccia di un tiglio a New York, nel guscio di una noce in Oceania, nel piede di un elefante in Africa e poi in un atomo del Sole, in un anello di Saturno, in un atomo della stella di Earendel nella costellazione della Balena.
E tutto contemporaneamente in molto, molto meno di un nanosecondo.
Ed ogni volta in quei posti, in quelle cellule, in quegli atomi e molecole qualcosa accade.
Tutti posti diversi e lontanissimi tra di loro ma forse vicinissimi, perfino accostati, in un Universo quantistico.
Ma questo l'orologiaio non lo sa mentre osserva con il suo monocolo il lieve ticchettio dell'orologio.
(*) Una farfalla batte le ali a Roma ed un tifone si scatena a Pechino.
(scritto il 20/7/25)