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Essere umano, essere un essere umano è una cosa.

Essere "ambiente mentale" forgiato da un imprinting infantile patologico e patogenico e vivere, pensare, comportarsi, capire e non capire, vedere e non vedere la realtà nella quale ciascuno vive, percepire con il cuore, con la mente, con la pelle l'orrore di tale realtà o essere indifferente ed insensibile ad essa è un'altra cosa rispetto a quella.

Ed al termine di un processo di crescita psichica ci si scopre negro a Birmingham nel Mississipi, omosessuale in Arabia Saudita, ebreo ad Auschwitz, cristiano in un paese musulmano, palestinese a Gaza o in Cisgiordania, musulmano in un paese cristiano, ecc..

E della realtà vera dell'esistere si scopre tutto l'orrore che la dissociazione da sè impedisce a ciascuno di vedere, percepire, soffrire.

Nonché di INTUIRE (di capire) ciò che la razionalità ottundente impedisce di intuire e di capire.