Immaginiamo che la coscienza neuronale infantile, in formazione già nel feto, sia una piccola sfera con una gran quantità di tasti: Una piccola sfera che cresce e si sviluppa prima e dopo la nascita e che moltiplica i suoi tasti ed i collegamenti tra di essi.
L'imprinting infantile parentale (la sua comunicazione sensibile e subliminale), prodotto dalle coscienze parentali dissociate, infligge continuamente a quella piccola sfera delle ferite con ciascuna delle false informazioni del falso sé con le quali la colpisce: Ad ogni colpo, ad ogni trauma piccolo o grande, ad ogni assenza di affetto e di amore, ad ogni rimprovero, ad ogni trascuratezza, ad ogni urlo, ad ogni sofferenza e dolore inflitto, ad ogni schiaffo o punizione, ad ogni violenza o strattone, ecc., ecc. (CIOÈ ad ogni falsa informazione del falso sé più o meno falsa, più o meno INCISIVA) uno dei piccoli tasti viene premuto più o meno fino in fondo.
E quella piccola sfera diventa sempre più piccola ed incisa da piccole e grandi ferite.
In taluni casi l'azione inconsapevole delle coscienze parentali dissociate ha inciso in profondità nella piccola coscienza neuronale del feto producendo attraverso di essa nel suo DNA mutazioni genetiche che indurrano patologie infantili inabilitanti nel nascituro.
Dopo l'infanzia e l'uscita dal rapporto esclusivo con l'ambiente parentale (talora il luogo per l'infanzia dei peggiori incubi nella totale inconsapevolezza di tutti) il rapporto con un ambiente diverso da esso (la scuola, gli amici, le amiche, parenti amorevoli, ecc.) continua a strutturare una piccola parte di quella sfera con un adattamento secondario che tenta di compensare come può i danni inflitti nella coscienza infantile dall'imprinting.