Ovvero della individuaIità e della massificazione.

 

Quanto per catturare i tonni si usavano le grandi tonnare (lunghe reti-trappola nelle quali i tonni venivano intrappolati per poi essere uccisi e portati a bordo dei pescherecci) accadeva che talora un delfino entrasse per sbaglio nella grande rete-trappola.

E si assisteva allora ad un interessante fenomeno:Mentre i tonni, che avevano  ceduto parte della loro intelligenza ed individualità alla protezione che la socialità offriva ai singoli ed al gruppo,  giravano in tondo all'interno della grande  rete nella "fatalistica" attesa della morte i delfini, molto più intelligenti ed individualisti, cominciavano a dibattersi all'interno e contro la rete fino a romperla ed a fuggire .

Consentendo così anche ai tonni di sfuggire a sicura morte.

Tra la disperazione e la rabbia dei pescatori che assistevano impotenti alla scena.

Questi episodi sono a suo tempo entrati nel senso comune tanto che  quando un bambino o un ragazzo particolarmente vivace e riottoso (ed i bambini, le bambine e gli adolescenti hanno molti e VITALI motivi per esserlo anche se ben pochi ne capiscono i PROFONDI motivi) si usa dire, osservando quella riottosità e i danni che essa provoca:"Ecco il delfino nella tonnara".

(Premesso che siamo TUTTI mortali questa narrazione, anche se può  non sembrare,  è una metafora che parla della individualità, della individuazione psichica degli esseri umani e della psicoanalisi in raffronto con  gli uomini e donne-massa le quali  attendono "fatalisticamente" (ed inconsapevolmente) il colpo letale che li ucciderà.)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Torna alla home pageTorna alla pagina indici Gennaio