"L'Italia si posiziona al 52° posto nella classifica globale dell'Indice di Percezione della Corruzione (CPI) 2024 di Transparency International, con 54 punti, perdendo 10 posizioni rispetto all'anno precedente quando era al 42° posto (CPI 2023, 56 punti). Questo risultato indica una percezione di corruzione nel settore pubblico più elevata rispetto a molti Paesi europei, posizionandosi al 19° posto tra i 27 Stati membri dell'UE, e rappresenta una battuta d'arresto dopo anni di miglioramenti".

Chiunque abbia lavorato o operato in uffici pubblici che gestivano denaro pubblico probabilmente ha avuto percezione che i reati dei quali sono accusati i membri dell'Autority per la privacy (fatta salva ovviamente sentenza definitiva)  non costituiscono una rarità.

E se ha lavorato o operato in uffici pubblici i quali gestivano appalti per opere pubbliche e forniture di beni e servizi forse avrà  avuto una qualche  percezione della pluralità di reati (corruzione, falsi in atti pubblici di svariata natura, truffa, illeciti aministrativi, illeciti arricchimenti, ecc.) che in quegli ambiti comunemente si consumavano.

Tutti abilmente mimetizzati nella APPARENTE regolarità amministrativa e formale dei relativi atti.

Tanto che le ripetute e alquanto rare ispezioni amministrative del Tesoro raramente rilevavano irregolarità, se non formali e di scarsa importanza.

E tutto ciò fa osservare che molti pubblici dipendenti, civili e militari ad ogni svariato livello (fatti salvi quelli onesti che hanno sentore, impotenti, di questo degrado), abbiano  del denaro pubblico un disprezzo assoluto e delle norme penali, civili ed amministrative una totale noncuranza nella totale certezza della più completa impunità.

Gli episodi di "Mani Pulite"  sono state una eccezione temporale che successivamente ha fatto ripiombare quel sistema diffuso di corruttele e reati nella oscurità, facendolo ridiventare nuovamente CONSUETUDINE.

Tanto da potere considerare questo "sistema criminale diffuso" (ma così non è e cosi non può essere) una "fisiologia" del sistema.

E viene il dubbio che i ripetuti attacchi contro la Magistratura, che dopo Mani Pulite sono diventati uno dei pensieri fissi di molti governi, non siano tanto dovuti a supposte "manovre autoritarie" quanto tese ad evitare che altri  magistrati particolarmente sensibili allo sperpero  criminale del  denaro pubblico  azionino una nuova "Mani Pulite" scoperchiando un nuovo  verminaio di corruzione  ancora più travolgente,  devastante e destabilizzante di quello già vissuto.

Interrompendo così una pratica di diffusi arricchimenti illeciti e criminali che forse potrebbero essere  ritenuti da qualcuno come una delle stampelle  del sistema politico ed amministrativo italiano.

O quanto meno uno dei prezzi da pagare per consentire a quel sistema amministrativo centrale e periferico, a dir poco "zoppicante" per una gran  quantità di motivi,  di continuare bene o male  a funzionare malgrado tutto*.

(*) Come a dire: "Io chiudo entrambi gli occhi sul fatto che vi arricchite a spese del denaro pubblico purché voi mi assicuriate un minimo di funzionamento del sistema".

Per cui più scassata ed irriformabile sarà la macchina amministrativa più alto sarà il prezzo da pagare in termini di corruzione e criminalità nei pubblici impieghi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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