Č altamente probabile che tra l'inconscio materno e l'inconscio del feto, e del bambino appena nato dopo, si crei una fusione simbiotica tra i loro inconsci.
Ed č possibile che parte del dolore vissuto dalla partoriente durante il travaglio del parto venga "assorbito" simbioticamente dal piccolo inconscio del nascituro.
Ed a un certo profondo livello della autoanalisi e della abreazione quei dolori vengano agiti in una sorta di "gravidanza isterica" che della prossimitą del parto e del parto stesso agiscono quel dolore e certi sintomi fisici, vivendo in sč perciņ il dolore della propria stessa nascita.
Una sorta di rivivere in sč stessi una seconda nascita o se si preferisce una "rinascita".
La quale rappresenterebbe simbolicamente, ad un altro livello, il transito della informazione genetica del proprio Sč dal DNA all'inconscio, la "nascita"* di tale informazione genetica fondante nell'inconscio stesso.
E quindi il definitivo superamento del proprio legame simbiotico con l'inconscio materno e con la sua figura fantasmatica.
Quella esperienza vissuta e non percepita al momento della nascita, e rivissuta nella abreazione, č possibile che si stratifichi a diversi livelli nel tempo nella coscienza e nell'inconscio dell'individuo e venga da esso agita in tempi diversi in comportamenti e patologie sul momento incomprensibili.
Oppure rivivere ripetutamente tale esperienza vissuta e non percepita nell'ultimo anno della autoanalisi come sintomi che segnalavano ogni volta la perdita di una dipendenza.
(*) Cosģ come il bambino transita dall'utero al canale uterino verso la realtą cosģ l'informazione fondamentale del Se transita dal DNA all'inconscio e dall'inconscio alla coscienza.