Si tratta di un libro di un palermitano il quale descrive senza infingimenti l'esperienza della sua malattia mentale diagnosticata come "Sindrome Bipolare".

Un alternarsi inconsapevole di picchi di iperattivazione della coscienza e della  intelligenza razionale con successivi" "rimbalzi" nella depressione.

Una sorta di picchi che generano iperattività cerebrale con successivo distacco da essi cosa che  genera una condizione di profonda depressione: Come vivere in una stanza fortemente illuminata che subito dopo passa in uno stato di buio assoluto e spaventoso.

La descrizione che fa l'autore dei suoi incontri con diversi psichiatri fa rilevare la assoluta incapacità di questi ultimi nel comprendere la natura REALE della malattia mentale ed il loro approssimativo approccio farmacologico  che talora, a causa di quella ignoranza, peggiora la patologia.

Non escluso il CRIMINALE utilizzo dello elettrochoc che  equivale a voler riparare un potente computer applicando alla sua scheda madre una fortissima corrente elettrica.

E sono solo a pag.53 del libro.

I pensieri disturbanti di vario tipo e natura (che tra l'altro attaccano l'autostima e l'ego) sono quasi la norma nelle coscienze dissociate e via via che aumenta la velocità della elaborazione neuronale la loro produzione tende a diventare frenetica.

È anche possibile che si sia in presenza di una periodica o occasionale "leggera infiltrazione psicotica" dell'inconscio nella coscienza, TROPPO dissociata e castrante, che quella velocità di elaborazione alimenta e rende parossistica nonché sfiancante*.

Facendo crollare dopo  la coscienza (e l'ego) in una condizione di profonda depressione.

Il paradosso  della sindrome bipolare, come ben illustrato dall'autore, è che  "Stai male quando stai bene".

Nel senso che gli aspetti socialmente positivi che induce quella sindrome nel suo stato di ipomania sono esattamente il sintomo significativo della patologia.

Si pensi agli individui "in tiro", grande successo nella carriera, nel sesso, nei soldi, nel potere:Ed ora non resta che aspettare il picco inferiore e cioè il crollo improvviso e la depressione irriducibile.

Oppure in alternativa una patologia oncologica.

(*) L'opposto della ipomania (l'iperaccelerazione della elaborazione neuronale **) è la "calma "buddista" della coscienza cioè  la Coscienza del Sè, una condizione di calma, pace, assenza di conflitti nonchè stasi nella elaborazione neuronale e la "lenta" elaborazione quantistica della coscienza quantistica e della sua funzione intuizione.

(**) La super intelligenza razionale (tanto inconsciamente "amata" dagli scienziati e che molto contribuisce a mantenere la coscienza nella sua condizione dissociativa) potrebbe essere  il primo passo verso la ipomania. Ed i casi clinici della virata della coscienza dissociata iperrazionale  verso la sindrome bipolare sono  noti in letteratura (Tipicamente "lo scienziato pazzo".

 

 

 

 

 

 

 


 

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