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Quando i gatti cominciano ad “impastare il pane” su  qualcosa di morbido (cominciano cioè a premere alternativamente con le zampe anteriori) evocano alla loro memoria ed alla loro coscienza sensazioni piacevoli e di felicità vissute da cuccioli nel periodo del loro allattamento.

Anche le mamme gatte provano una sensazione di piacere quando i cuccioli premono alternativamente con le loro zampette sul ventre materno.

Piacere derivante sia dal ripetuto contatto tattile sia dalla sensazione di alleggerimento dovuto al rapido svuotamento delle ghiandole mammarie.

I cuccioli però hanno anche unghiette molto appuntite per cui quel piacere materno si accompagna spesso anche al dolore provocato da quelle unghiette.

Anche il sesso orale negli esseri umani ha quel potere evocativo legato alla esperienza dell’allattamento.

Ed anche quel piacere può essere , nel corso dell’allattamento, accompagnato dal dolore , più o meno intenso, che il neonato provoca con le sue gengive sui capezzoli materni.

Il campo del piacere e quello del dolore sono due campi opposti confinanti e divisi da un sottilissimo confine.

Talora il campo del dolore sconfina in quello del piacere e viceversa.

Talora è il dolore a suscitare il piacere e taluni hanno paura del piacere perché esso può evocare in loro esperienze dolorose.

Il piacere ed il dolore sono sensazioni percettive opposte ma sono anche una coppia psichica di opposizione rispetto alla quale , come in tutti gli opposti , occorre trovare una composizione , una sintesi ad un livello psichico superiore .

 

 

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