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4/3/06

Era tanto tempo che abitava in quella casa quasi alla fine della sedicesima West.Da una finestra sporgendosi un poco si vedeva il fiume e talvolta qualche grossa chiatta che lo discendeva o lo risaliva.

Era così tanto tempo che abitava là che non si ricordava nemmeno più quanto.

Ormai, e già da molti anni, non se la sentiva più di uscire di casa e perciò viveva girando per una stanza o per l’altra.

Ogni tanto si fermava davanti a qualche finestra a vedere gli alberi della sedicesima che segnavano il tempo delle stagioni.

Ora spogli, ora in fiore, ora di un colore rosso ruggine che illanguidiva il cuore.

La casa era tranquilla e spesso Hilary ricordava i tempi nei quali usciva spesso a passeggiare per le strade della grande città.

Ricordava come fosse ieri il traffico delle carrozze e dei carri nei giorni di festa.

Era diventato così intenso quel traffico e tanto si intricava con quello dei tram e delle prime automobili che la circolazione venne allora rigidamente regolamentata.

Nelle Street con il numero pari si poteva andare a senso unico solo da est verso ovest mentre nelle Street dispari solo da ovest verso est.

Nelle Avenue con il numero pari invece si andava a senso unico solo da nord verso sud e viceversa nelle Avenue dispari.

Solo nella Broadway e nella Park Avenue era consentito il doppio senso di circolazione.

Chissà se era così ancora adesso, si chiese.Era così tanto che non usciva più di casa.

Un giorno sentì per casa degli strani rumori.Di molti oggetti e mobili che venivano spostati.

Ne fù  terrorizzata e si rifugiò nella sua stanza nel suo solito angolo.

Durò diversi giorni tutto quel terribile inspiegabile trambusto che tanto la terrorizzava e poi finalmente si acquietò.

Ora gli oggetti si spostavano solo al mattino ed i rumori si erano affievoliti.

La sera il trambusto ricominciava e si acquietava dopo un paio d’ore.

Hilary si era ormai abituata a tutto ciò e durante il perdurare dei rumori, dei colpi, degli oggetti che si spostavano se ne stava nella sua stanza  quieta aspettando, tremante, che tutto finisse.

Dopo riprendeva possesso della sua casa e la girava in lungo ed in largo.

Un giorno si sentirono fuori dei terribili boati ed urli e sirene.

La casa si riempì di una polvere bianca leggera come borotalco.

La sera non si sentì per casa il solito trambusto e nemmeno la mattina dopo.

E così nei giorni successivi.

Meno male, pensò Hillary e gli pareva che la casa fosse ritornata al solito silenzioso tran tran.

Fuori c’era polvere dappertutto ed il vento aveva riempito la strada di ogni sorta di cartaccie.

La pagina di un giornale svolazzava nell’aria e si posò aperta sul balconcino, pieno di polvere e cartacce esso pure.

Hilary aguzzò lo sguardo e cercò di leggere il titolone che occupava tutta la pagina:“Attacco terroristico alle Twin Tower”, lesse.

Le Twin Tower , si chiese, e cosa sono?.

Aguzzò lo sguardo e cercò di leggere la data del giornale e lesse:”12 settembre 2001”.

Sobbalzò.Duemilaeuno, si disse, ma come duemilaeuno? .Ma se io sono nata nel milleottocentosettantadue.

Corse  a precipizio verso il bagno e si guardò nello specchio.

 Nello specchio non vide assolutamente nulla perché non c’era proprio nulla da vedere.

 

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