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E’ possibile che ad un livello molto primitivo della coscienza dissociata essa e le sue potenti resistenze impediscano all’individuo ogni forma di comunicazione significativa compresa la comunicazione transferale.

Ciò significa che quella coscienza è come una tomba chiusa che non comunica altro che la propria immutabile condizione patologica.

In uno stato di patologia psichica che è, malgrado tutte le apparenze, ben più severa di ogni forma di follia manifesta.

Questa condizione psichica prima o dopo sarà in grado di manifestarsi con qualche sintomo somatico o patologia conclamata di svariata e forse letale severità.

Linguaggio che si esprime quindi o con resistenze somatizzate o con sintomi somatici significativi.

Essendo esso l’unica forma di linguaggio possibile che quella condizione psichica severa può consentire all’individuo, al suo inconscio ed al suo corpo.

Risposte somatiche molto primitive in un linguaggio di livello anteriore, e perfino più arcaico, del linguaggio transferale.

Se tutto ciò avviene alla presenza di un osservatore consapevole in grado di dare un significato ai quei sintomi e patologie esse, avendo assolto al loro compito di comunicazione significativa, potrebbero anche recedere.

Il più o meno lungo rapporto di frequentazione può consentire uno sviluppo della coscienza quantistica per emulazione spontanea.

Livello primitivo di sviluppo che  mette in condizione, da un certo punto in poi, quella coscienza in formazione  di ricevere le comunicazioni controtransferali ma non ancora in grado di produrre comunicazioni transferali.

In questo caso la risposta possibile dell’inconscio e del corpo potrà essere solo somatica.

 (scritto il 118/23)

 

 

 

 

 

 


 

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