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Scrive F. Delpino (1872), nei “Sui rapporti delle formiche colle tettigometre e sulla genealogia degli afidi e dei coccidi"* : “L’istinto e la ragione, checchè in contrario pensino la più parte dei metafisici, non sono che due forme o due gradazioni diverse di un principio sostanzialmente unico, l’intelligenza.

L’intelligenza pura non è riconoscibile per sé stessa; perché sia ravvisata e riconosciuta conviene che si traduca in atto.”

Secondo Delpino l’istinto e la ragione sono due forme o due gradazioni diverse della intelligenza.

Per cui l’intelligenza razionale, frutto della coscienza dissociata, in quanto distaccata dal patrimonio istintuale dell’individuo, non potrebbe a rigore nemmeno definirsi “intelligenza”.

E ciò in quanto ad essa manca di una componente fondamentale:La capacità intuitiva.

Priva com’è, la coscienza dissociata, della sua funzione intuizione.

E quindi la sola intelligenza che quest'ultima è in grado di esprimere è una intelligenza monca, parzialmente cieca, priva di “un occhio”.

E soprattutto perciò incapace di comprendere i processi profondi della Natura nei confronti dei quali l’intelligenza solo razionale è totalmente accecata.

 

Nel giardino un grosso cespuglio di Veronica ha  a fianco  un più basso cespuglio di Pitosforo.

Un grosso ragno ha costruito tra i due cespugli una tela orizzontale lunga circa 60 cm.

Essa si mantiene orizzontale grazie a dei fili (dei tiranti o stralli) che si dipartono da una foglia posta 20 cm sopra la tela e che la sostengono su tutti lati.

Il ragno è nascosto sotto le foglie della Veronica e quando una preda viene catturata dalla rete lui, velocissimo, la raggiunge, la avviluppa e se ne torna al suo rifugio.

Come fa il ragno a sapere che la lunga tela rimarrà orizzontale grazie a quei  suoi tiranti ?.

Avrà preso una laurea in ingegneria?.

ISTINTO E' INTELLIGENZA.

Nei ragni ed in ogni animale che di quegli istinti si sia reso cosciente.

Come si diceva prima: “L’istinto e la ragione, checchè in contrario pensino la più parte dei metafisici, non sono che due forme o due gradazioni diverse di un principio sostanzialmente unico, l’intelligenza.

L’intelligenza pura non è riconoscibile per sé stessa; perché sia ravvisata e riconosciuta conviene che si traduca in atto.”

     (*) Vedi anche:

G.Pancaldi –1984) - Teleologia e darwinismo, la corrispondenza tra C. Darwin e F.Delpino, Cleub Bologna.

Stefano Mancuso - Uomini che amano le piante .Storie di scienziati del mondo vegetale. Ed.Giunti.

(scritto il 8/8/23)

 

 

 

 

 

 


 

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