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Con fatica l’imprinting infantile, ed i danni psichici che esso e le sue informazioni distorte (a dir poco) hanno provocato, si riesce a farlo uscire dalla porta e con sorpresa si scopre che un altro e diverso  imprinting è rientrato dalla finestra.

L’ampliamento della esperienza (sia esso costituito da un grande amore, da un nuovo grande amore, dall’amore verso il proprio analista didatta e così via) struttura anch’esso un nuovo e diverso imprinting: Quell’amore non è mai stato così grande, quella donna (o quell’uomo) non è mai stato così bello e dolce, la teoria di quell’analista non è mai stata tanto “vera” e fondata.

E quindi nessuna donna (o nessun uomo) riuscirà mai a competere con la donna (o con l’uomo) di quell’amore. (Attenzione : Nato, per imprinting,  in un momento psichico di particolare delicatezza e sensibilità.Di particolarissima fragilità.)

E nessuna teoria sarà mai migliore di quella appresa nel corso dell’analisi didattica.(Attenzione : Appresa, per imprinting, in un momento psichico di particolare delicatezza e sensibilità. Di particolarissima fragilità.).

Non trovate che tutto ciò assomiglia al “nessuna cucina bene come la mia mammina e nessuno mi amerà mai come lei” oppure al “nessuno è forte e protettivo come il mio babbino” ?.

L’analisi del transfert e del controtranfert serve appunto a disciogliere i legami affettivi, le nuove dipendenze, che la parte ancora inconscia della  propria coscienza, (insieme con la parte ancora inconscia del proprio Sé), ha strutturato nei confronti dell’analista (ed in un caso ben diverso nei confronti di quell' altro "grande" amore).

Si tratta in sostanza di disciogliere un nuovo e diverso "complesso materno" o un nuovo e diverso "complesso paterno".

Ed un analista che fondi la propria identità sull’inconscio collettivo e sugli archetipi,  di nodi inconsci da sciogliere in sé stesso ne ha ancora fin troppi.

 (scritto il 29/6/23)

 

 

 

 

 

 


 

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