.               

E’ possibile che ciò che definiamo come ”inconscio” coincida con l’insieme della materia elementare dell’intero organismo.

Ed è anche possibile che la memoria di ogni esperienza vissuta (consciamente ed inconsciamente), la memoria di tutto ciò che si è vissuto, solo in apparenza è custodita dai neuroni, dalla coscienza e dalla sua memoria ma che tale esperienza sia invece “intrisa” ed intrinseca in quella materia e sia costituita perciò da una memoria diffusa in tutta la materia elementare che costituisce quell’organismo.

E ciò grazie alla possibilità di quella materia di condividere, grazie al linguaggio degli elettroni,  ed alla loro capacità di conservare memoria (grazie ancora a quel linguaggio) di ogni informazione.

A causa di ciò la condizione dissociativa, la castrazione di Sé, la rimozione inconsapevole delle esperienze dolorose vissute potrebbero non essere solo degli eventi psichici ma coinvolgere invece ogni molecola dell’individuo stesso.*

E quindi la separazione artificiosa e speciosa tra psiche e soma sarebbe solo la allucinazione malata di individui iper razionali dissociati da sé.

Esattamente come i microtubuli condividono in loro stessi ogni informazione provenienti da ciascuna cellula dell’organismo vivente, costituendo nel loro insieme la c.d. coscienza quantistica, così ogni molecola dell’organismo vivente ed i suoi elettroni conserverebbero memoria delle esperienze vissute.

Quando comunemente si dice che mangiando la carne degli animali mangiamo anche la loro sofferenza forse non si sta dicendo una sciocchezza.

Nella ipotesi formulata il rapporto tra condizione psichica malata e patologie organiche sarebbe molto più diretto di quanto era possibile immaginare.

E le patologie organiche ed i loro sintomi sarebbero allora, come da molti ipotizzato, la rappresentazione dolorosa dei tanti significati genetici del Sé dell’individuo che la coscienza dissociata e castrante ha rifiutato in sé deviando la loro rappresentazione in quelle patologie.

Il corpo perciò come rappresentazione e sostituto simbolico della coscienza del Sé cui è stata ferocemente negata la possibilità di inverarsi nella coscienza dell’individuo.

E le patologie organiche e mentali ed i loro sintomi come rappresentazione di una protesi, dolente, dolorosa e tragica, del falso sé.

E l’allucinazione collettiva cura, con grande scienza, il corpo e rimuove, a causa della stessa condizione dissociativa del medico, la sua psiche.

(*) Forse la convinzione della medicina omeopatica secondo la quale ogni molecola dell’acqua di soluzione conserva memoria del principio attivo della sostanza in quell’acqua infusa (convinzione peraltro, a quanto pare, smentita da approfondite analisi chimiche su quell’acqua, analisi che però nulla sa dire di cosa di quel principio attivo è rimasto, in termini di informazione,  negli elettroni di quelle molecole)  potrebbe essere, anche, una proiezione inconscia di questo profondissimo meccanismo di “memoria”.

 (scritto il 22/6/23)

 

 

 

 

 

 


 

Torna alla home pageTorna alla pagina indici Luglio 2023